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Una delle strategie migliori per trovare una buona idea per una startup, è quella di proporre al mercato una soluzione nuova ad un problema (o ad una esigenza) già esistente, ma in contesti diversi. Vediamo come la startup Bilbo ci sta provando.

Per una zona come la Valle Camonica, caratterizzata (tra le mille cose) da una densità bassa, questo diverso contesto è proprio dato dalla minor popolazione e spazi più ampi. È utile pensare a come modelli di startup urbane possano essere calati in località meno popolose, ma di gran lunga più numerose in ambito nazionale e globale. Essendo scalare, per definizione, il modello di business di una startup innovativa, la caratteristica replicativa delle zone come la nostra, le rendono terreno fertile dove testare modelli alternativi.

Una delle mission di LIMES farm, è proprio quella di favorire la nascita di startup che abbiano questo modello di crescita: l’ideazione di una soluzione ad un problema (o ad una esigenza) di una zona a bassa densità, la prototipazione del modello, il test dello stesso, e la replicazione in tutte le aree con caratteristiche simili.

Una di queste startup innovative, accelerata da LIMES farm, è quella fondata nel 2021 da Ethan Priuli e Matteo Ghiroldi, rispettivamente di 24 e 23 anni all’atto della firma di costituzione, ed il suo nome è Bilbo. Ovviamente si tratta di trasporti (non solo di anelli del potere stavolta).

Essenzialmente la vision di Bilbo è quella di rendere possibile e profittevole l’attività logistica di prossimità con consegne multiple giornaliere in aree a bassa densità. Per il modello di business, un paragone è più efficace: Poste Italiane consegna in tutta Italia in 48 ore, Bilbo lo fa esclusivamente in Valle Camonica ma più volte al giorno. Questo gli consente di intercettare esigenze differenti, per esempio riguardo a prodotti freschi o urgenti. Questi possono andare dalla spesa a medicinali, da articoli di cancelleria a prodotti per l’horeca.

Attraverso una piattaforma online, l’utente è in grado di quotare in tempo reale uno o più ritiri e consegne nell’area servita inserendo gli indirizzi e la fascia oraria richiesta. Può infine prenotare il ritiro e le consegne e pagare comodamente online.

In città la figura del “pony express” esiste da decenni (forse secoli, certamente con un altro nomignolo) ed ovviamente l’alta densità faceva si che non servissero grandi ottimizzazioni tecnologiche. Negli ultimi anni parecchie startup si sono focalizzate sulla consegna di prossimità, specialmente per quanto riguarda la consegna di piatti caldi. Giusto per citarne 3: Just Eat, Uber Eats, Glovo. Alcune di queste (per esempio Deliveroo e Gorillas) si focalizzano anche su altri prodotti, come la spesa o i medicinali.

Il modello di Bilbo si discosta da questi, secondo il principio di diverso contesto. Una conferma del fatto che il modello urbano non si adatti bene alle zone come la Valle Camonica è che, se da una parte in città la contesa tra i diversi brand è feroce, nelle aree a bassa densità nessuna startup è attiva, almeno al momento.

Anzitutto Bilbo si occupa esclusivamente di logistica, mentre tutte (o quasi) le startup citate sopra hanno il proprio marketplace quindi, di fatto, vendono (o meglio intermediano) i beni che vengono anche consegnati. Bilbo, dal canto suo, assomiglia molto più a Poste Italiane in questo senso.

Cambia anche la questione tempo. Se per il modello urbano la consegna è effettuata on-demand (ordino e mi viene consegnato in tot minuti), Bilbo aggrega le consegne in diverse fasce orarie. Al momento le fasce sono due, ma potrebbero crescere in futuro.

In questa fase Bilbo, dopo aver trovato in LIMES farm il supporto necessario per lo sviluppo del software proprietario pre gestire richieste,  consegne e rider, sta testando il proprio prototipo, che in questa fase è definito MVP (minimum viable product), già da qualche mese. I risultati, soprattutto in termini di feedback e sentiment, sono più che positivi, quindi ci si prepara alla prossima fase: uscire dalla fase di MVP, quindi aprirsi al mercato e replicarsi!

È un percorso lungo, che prevede ancora tanto lavoro. Ma una cosa è certa: a breve sarà disponibile a tutti in Valle Camonica un nuovo servizio innovativo che, si sa mai, tra qualche anno potremmo trovare diffuso un po' ovunque. Stay tuned!

 

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