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Fino a qualche anno fa lo stereotipo del nerd era incarnato dagli adolescenti giocherelloni, Peter Pan mai cresciuti abbastanza, un po' emarginati dalla società.. e possiamo dirlo, anche un po' sfigati. Oggi la parola nerd è stata sostituita da gamer ed è giunto il momento di sradicare questi pregiudizi. Dal mondo video-ludico emergono infatti figure professionali di altissima caratura, che il mondo del lavoro è interessato ad avvicinare.

PERCHÉ UN'AZIENDA DOVREBBE ASSUMERE UN GAMER?

I gamer sono avvezzi a situazioni ad alto stress e amano vivere l'azione in prima persona. Si potrebbe pensare che, il mondo virtuale in cui si è catapultati mentre si gioca, sia molto lontano dal mondo reale, ma in realtà i giochi aiutano a sviluppare skills come la capacità di pianificare una strategia o l'abilità di adattarsi ai cambiamenti dello scenario in cui si gioca (o lavora).

Inoltre, i gamer sono abituati a lavorare in team, coordinandosi con altri giocatori per la costruzione di un piano o il raggiungimento di un obiettivo.

GLI AMBIENTI DI LAVORO COLLABORATIVI SONO PIÙ REDDITIZZI

È proprio quest'ultima capacità a rendere i gamer particolarmente interessanti. Negli ultimi anni, il mondo del lavoro è cambiato radicalmente ed è emersa la necessità di creare ambienti collaborativi, dove professioni diverse lavorano in squadra sviluppando un senso sia di cooperazione che di sana e agguerrita competizione. È quindi facile intuire come un gamer possa avere le giuste carte in mano per dare al tuo progetto/azienda quella marcia in più.

CI SONO I BUONI ED I CATTIVI GAMER

Un gamer è una persona con una forte dedizione per il suo hobby. Ogni giocatore sa quanto tempo può mettere in gioco e fin dove riesce ad arrivare. Un gamer che impiega moltissimo tempo per ripetere una challenge, o non è in grado di ottenere successi o traguardi è meno interessante - lavorativamente parlando - di un altro che raggiunge un ranking molto alto su un server di un qualche gioco multiplayer.

Non c'è nulla di male nel "perdere tempo" su un qualche mondo virtuale, ma da questi esempi si può intuire qualcosa sul carattere di una persona, per esempio se è più incline a divertirsi oppure a prendere le cose seriamente.

Queste competenze non si possono definire specifiche per un lavoro e soprattutto non sono verticali in alcun ambito, ma sono uno degli aspetti che un manager potrebbe considerare. Se un gamer fa parte dell'1% dei giocatori migliori del proprio server, dimostra di essere una persona capace di imparare, migliorare e spiccare sugli altri. Tendenzialmente potrà fare qualunque cosa, non solo nel settore dei videogiochi.

È necessario precisare che essere un buon gamer non significa essere un "buon lavoratore". È però da rilevare che molte aziende all'avanguardia stanno iniziando a valutare e tenere in considerazione queste figure nella ricerca dei propri collaboratori. È molto difficile che un gamer specifichi le sue skills nel proprio curriculum, anzi, a causa dei vecchi stereotipi comunemente diffusi è più facile che chi possieda queste qualità le nasconda per paura di mostrarsi sotto una luce negativa.

Se sei arrivato fin qua, non mi resta altro che dirti GL & HF! ;)

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