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Intervista con l’avvocato Marina Bernardi: cosa posso e non posso fare in zona rossa se sono un libero professionista, un prestatore d’opera occasionale o frequento uno spazio di coworking.

 

Marina Bernardi

 

Ogni lavoratore titolare di partita Iva si sta domandando come comportarsi ora che alcune regioni sono state decretate “zona rossa”. Abbiamo chiesto perciò ad un avvocato di Edolo (BS), la dott.ssa Marina Bernardi, di fornirci qualche delucidazione a riguardo. Laureata all’Università degli Studi di Brescia, si occupa della gestione della privacy delle aziende e dei loro clienti, e di consulenza ed assistenza legale per imprenditori ed imprenditrici che vogliono sfruttare tutti i benefici che il mondo web e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno da offrire. L’avvocato Bernardi fornisce inoltre pillole giuridiche, attraverso la pubblicazione sui suoi canali social e sul suo blog personale di articoli e notizie inerenti e curando la rubrica settimanale digitaLegal in uscita ogni martedì sul Bresciaoggi.

 

A seguire la nostra intervista:

 
Sono un libero professionista, la mia attività è sospesa?

No, puoi svolgerla tranquillamente. Puoi spostarti per recarti in ufficio, anche per incontrare un cliente, portando con te l’autocertificazione.

 
Posso organizzare una riunione con clienti o colleghi?

, si possono organizzare riunioni in presenza nel rispetto del distanziamento e delle altre misure di prevenzione dal contagio. Tuttavia, sono raccomandate ed incentivate le riunioni a distanza.

 
Sono un prestatore d’opera occasionale. Posso spostarmi per esigenze lavorative?

, se non ti è possibile svolgere da casa la tua attività (portando con te l’autocertificazione). Per far ricadere il tuo spostamento al di sotto del requisito delle “comprovate esigenze lavorative” dovrai essere in grado di dimostrare che la tua attività è indifferibile (per un appuntamento già fissato, una scadenza o altro). Ciò perché, come ben sai, sei un lavoratore senza vincolo di subordinazione e di orario.

 
Gli spazi di coworking devono chiudere o possono rimanere aperti?

No, possono rimanere aperti. Anzi: dovrebbe essere incentivata l’apertura di queste strutture, sempre nel rispetto dei protocolli anti-contagio. Il coworking è un punto d’appoggio per lo svolgimento delle prestazioni lavorative e professionali in modalità smart. Non tutti i professionisti, infatti, dispongono di strumenti per il lavoro agile e di luoghi adatti nelle proprie abitazioni.

 
Quali regole deve osservare uno spazio di coworking?

Organizzarsi nel rispetto dei protocolli anti-contagio: distanziare le postazioni, in ogni spazio apporre delle informative con le misure di sicurezza, dotare le postazioni di igienizzante, garantire frequente aerazione e sanificazione degli ambienti e delle postazioni. Sensibilizzare i propri utenti al massimo rispetto di queste misure.

 
Sono un freelancer e uso uno spazio di coworking. Posso continuare a lavorare dalla mia postazione?

, se non ti è possibile svolgere da casa la tua attività. In questo caso lo spostamento è giustificato da esigenze lavorative (da indicare nell’autocertificazione). Cosa scrivo nell’autocertificazione? Per spostamenti dettati da esigenze lavorative, sarà sufficiente barrare la casella corrispondente (“comprovate esigenze lavorative”).

 
Scarica il modello per l'autocertificazione da qui

 

Avvocato Marina Bernardi

LIMES farm ringrazia a nome di tutta la sua community l'avvocato Marina Bernardi per la disponibilità e la grande celerità nel rispondere alle nostre domande in questo periodo di emergenza. Di seguito i suoi canali per ulteriori domande.

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